Eur. J. Pediat. Dermatol.
6, 73-6, 1996Dermatite post-chemioterapica:
una nuova entità ?
Bonifazi E., Garofalo L., Mazzotta F., Gelmetti C.*
Cattedra di Dermatologia Pediatrica, Università di Bari
*Istituto di Scienze Dermatologiche, Università di Milano
Riassunto
Gli Autori descrivono 11 casi di un quadro clinico caratteristico, che insorge nel
bambino leucemico entro un mese dalla sospensione della chemioterapia. Il quadro,
caratterizzato da manifestazioni eczematidiche prevalenti al volto, risolve spontaneamente
entro 3 mesi. Non è causato da agenti infettivi e non sembra in rapporto con la
costituzione atopica, ma ricorda una dermatite seborroica. Gli Autori propongono il nome
di dermatite post-chemioterapica per questo quadro che non sembra descritto nella
letteratura internazionale.
Parole chiave
Leucemia, chemioterapia, dermatite.
Le manifestazioni cutanee sono frequenti nei soggetti affetti da leucemia (4) e possono
essere legate alla malattia stessa, ai farmaci impiegati nel suo trattamento o
allalterata reattività dellorganismo, secondaria alla malattia stessa e ai
farmaci. Non è facile però classificare le manifestazioni cutanee in corso di leucemia
perché non sempre hanno una presentazione clinica e istopatologica tipica.
Se le manifestazioni specifiche e infettive sono più facilmente riconoscibili e
classificabili, più complesso è il discorso delle cosiddette eruzioni da farmaci, sia
per la mancanza di criteri clinici e istologici (2), che per la identificazione di nuovi
quadri clinici (7) solo in parte legati allintroduzione di nuovi farmaci (3, 11, 6).
Nixon (14) suddivide le eruzioni da farmaci antineoplastici in citotossiche, pigmentarie e
esantematiche. Tra queste ultime gli Autori includono manifestazioni orticariose,
polimorfosimili, a tipo necrolisi tossica e altre ancora difficilmente classificabili. In
questultimo gruppo sono stati recentemente isolati nuovi quadri clinici come
leritema acrale (3) e la cosiddetta eruzione da recupero linfocitario -ELR- (7).
In questa nota segnaliamo uneruzione cutanea abbastanza tipica per modalità di
insorgenza, decorso clinico e morfologia delle lesioni, che abbiamo osservato negli ultimi
anni e che non ci sembra finora descritta in letteratura. A caratterizzare questa eruzione
è soprattutto la sua epoca dinsorgenza, cioè nelle 4 settimane dallultimo
ciclo di chemioterapia in bambini affetti da leucemia linfoblastica acuta (LLA).
Casistica clinica
Nel periodo 1988 - 1993 sono
stati visitati, presso lambulatorio di Dermatologia Pediatrica di Bari, 11 pazienti
(8 maschi e 3 femmine) con età media di 8,1 anni (3-14 anni), che presentavano una
dermatite subacuta con manifestazioni eritemato-desquamative localizzate prevalentemente
sul volto (Fig. 1, 2), sul cuoio capelluto e alla parte superiore del tronco. In 3 casi
lesioni simili avevano interessato gli arti superiori (Fig. 3). Leritema variava dal
rosa al rosso vivo e le squame erano pitiriasiformi. La maggior parte dei pazienti (8/11)
riferiva un prurito discreto, ma non si osservavano lesioni da grattamento.
I bambini provenivano
dallOncoematologia Pediatrica dove erano stati sottoposti, per circa 2 anni, a
chemioterapia in quanto affetti da LLA.
Durante la chemioterapia erano stati utilizzati: Vincristina, Daunorubicina,
Asparaginasi, Metotrexate, 6-Mercaptopurina e Predinisone in accordo con i protocolli
dellAssociazione Italiana di Oncoematologia Pediatrica (AIEOP).
In 10 casi su 11 la dermatite era insorta dopo la sospensione della chemioterapia, a
distanza di circa 18 giorni (7-30 giorni) dal ciclo conclusivo di terapia antiblastica, in
fase di remissione della leucemia; nell11° caso invece le manifestazioni cutanee
erano insorte dopo circa 15 giorni dalla terapia con metotrexate, intrapreso per una
recidiva oculare e del sistema nervoso centrale.
In tutti i pazienti la dermatite è
guarita spontaneamente in circa 40 giorni (15-110 giorni); in 5 casi, che presentavano una
notevole desquamazione del viso e sintomatologia pruriginosa soggettiva, è stata
utilizzata una blanda terapia emolliente.
Il follow up di questi 11 pazienti per una media di circa 4 anni (3-7 anni) dalla
sospensione del protocollo chemioterapico, ha evidenziato che 5 maschi sono deceduti per
recidive leucemiche con localizzazioni a livello del sistema nervoso centrale, midollo
osseo ed occhio. In 4 casi su 6, invece, a distanza di circa 8 mesi (3-18 mesi) dalla
sospensione della terapia, si sono manifestati problemi endocrinologici: una ragazza di 12
anni ha presentato micropolicistosi ovarica, una bambina di 10 anni obesità, una bambina
di 9 anni pubertà precoce e un bambino di 10 anni sindrome di Cushing transitoria.
La morfologia delle lesioni cutanee e il prurito ci hanno indotto ad effettuare alcuni
esami ematochimici. In 10 casi gli eosinofili risultavano nella norma con valori medi di
2,8% (1-4 %); in 6 casi il dosaggio delle IgE totali risultava nei limiti della norma e le
IgE specifiche e i test intradermici per i più comuni allergeni ambientali risultavano
negativi. In nessun caso è stata eseguita una biopsia cutanea, potendosi escludere, in
base alla clinica, sia delle manifestazioni specifiche, che delle manifestazioni
infettive.
Commento
Leruzione che descriviamo in questa nota è caratterizzata da lesioni
eczematidiche prevalenti alla testa e al "décolleté", discretamente
pruriginose, che iniziano entro un mese dalla sospensione della chemioterapia in bambini
affetti da LLA e che regrediscono in poco più di un mese.
Abbiamo osservato questo quadro soltanto in bambini affetti da LLA, ma non si può
ignorare che la LLA è la più frequente malignità nel bambino, con l80% dei casi
(13). Questo quadro va innanzitutto differenziato da eruzioni indotte da farmaci (14), ad
esempio da actinomicina (10). La differenziazione è abbastanza agevole, sia per la
peculiarità del quadro clinico da noi descritto, sia per la sua caratteristica insorgenza
a distanza anche di un mese dalla fine dellultimo ciclo di chemioterapia, sia infine
perché è stato osservato in protocolli terapeutici diversi, che utilizzano farmaci
diversi.
Il quadro clinico da noi descritto deve anche essere differenziato, per la sua
localizzazione in sedi seborroiche, da uneruzione recentemente descritta in soggetti
immunodepressi (1, 9) o immunocompetenti (15). Pur prevalendo al volto, la demodicidosi è
morfologicamente diversa, perché caratterizzata da pustole e inoltre non interviene alla
fine della chemioterapia.
Il quadro clinico da noi descritto deve essere infine differenziato da un quadro
descritto nel 1989 da Horn e Coll. (7), con il nome di eruzione da recupero linfocitario
(ERL). Questo quadro è stato osservato in adulti affetti da leucemia, dopo 6-21 giorni
dallinizio della chemioterapia, nel momento della ripresa midollare. Il quadro si
accompagna a febbre, ha un andamento più acuto e, nei casi descritti, non interessa
specificamente il volto. Gli Autori scartano la responsabilità di un farmaco o di un
virus e puntano sulla contemporanea ripresa della crasi ematica come fattore responsabile.
Il discorso dellaplasia midollare transitoria e inoltre della chemioterapia, come
responsabile, nel momento del ritorno alla normalità, di eruzioni cutanee è stato
recentemente ripreso da Horn (8) e messo in rapporto con la somministrazione del
cosiddetto GM-CSF, un fattore stimolante la crescita e la maturazione di granulociti e
macrofagi. Questo quadro sembra essere caratterizzato clinicamente da lesioni
maculo-papulose (16), talora figurate, anulari (6) che compaiono durante la terapia con
GM-CSF e regrediscono rapidamente alla sua sospensione (18). Secondo alcuni Autori (16) il
quadro istologico di questa eruzione sarebbe tipico e caratterizzato dallaumento di
macrofagi dermici con fenomeni di elastofagia. Secondo altri (6) il quadro sarebbe
caratterizzato da modesta spongiosi epidermica e da grossi macrofagi nel derma. Altri (18)
affermano che il quadro istologico è caratterizzato dalla presenza nella cute di cellule
leucemiche, nonostante lassenza di cellule atipiche nel sangue periferico e nel
midollo. Altri ancora (5) hanno evidenziato nella sindrome ELR degli aspetti istologici
simulanti la micosi fungoide con microascessi tipo Pautrier. Questi dati istologici
eterogenei giustificano lopinione (2) secondo cui la biopsia cutanea è raramente
utile nella definizione di queste eruzioni cutanee. Comunque i casi da noi descritti non
avevano praticato terapia stimolante con GM-CSF.
Il quadro clinico da noi descritto può essere facilmente differenziato da altre
manifestazioni descritte in letteratura e non ci sembra sia stato finora descritto nella
letteratura internazionale. Non deve essere però eccezionale, perché noi lavevamo
osservato da almeno venti anni, grazie allo stretto rapporto esistente tra lUnità
di Dermatologia Pediatrica e quella di Oncoematologia Pediatrica. E lavevamo
osservato indipendentemente e contemporaneamente sia a Bari che a Milano. A questo
proposito è utile sottolineare che, quando abbiamo presentato i nostri dati al Congresso
della Società Europea di Dermatologia Pediatrica nel settembre 1996, alcuni colleghi (17,
12) operanti in Unità di Dermatologia Pediatrica, ci hanno comunicato di aver osservato
dei quadri sovrapponibili.
Proponiamo per questo apparentemente nuovo quadro clinico il nome di dermatite
post-chemioterapica, per lo stridente rapporto esistente tra la fine della chemioterapia e
linizio della manifestazione cutanea.
Per quanto riguarda la patogenesi di questa dermatite, ci sentiamo di escludere che si
tratti di una manifestazione specifica o infettiva, sulla base dei dati clinici e di
laboratorio.
La morfologia simil-eczematosa e le sedi interessate pongono il problema dei rapporti
con la dermatite atopica e la dermatite seborroica. Per quanto riguarda la prima,
lanamnesi, gli esami di laboratorio e il follow up, parlano contro il ruolo
dellatopia.
Per quanto riguarda la dermatite seborroica, suggestivi ci sembrano la prevalenza delle
lesioni al volto e alla regione toracica alta, letà peripuberale e la successiva
comparsa di patologie endocrinologiche in quattro dei sei bambini sopravvissuti. Queste
ultime sono peraltro frequenti in epoca peripuberale in bambini leucemici che hanno
completato i protocolli chemioterapici (13). Comunque linteressamento degli arti
superiori in alcuni casi e il prurito abbastanza intenso non parlano a favore di una
dermatite seborroica.
In conclusione riteniamo che un più preciso inquadramento patogenetico sarà possibile
in futuro su più ampie casistiche, per questo quadro clinico transitorio e
autorisolutivo, ma abbastanza caratteristico, che insorge alla fine del trattamento
chemioterapico.
Corrispondenza a:
Prof. E. Bonifazi
Clinica Dermatologica
Università di Bari - Policlinico
Piazza G. Cesare 11 - 70124 Bari
Fig. 1, 2, 3: La dermatite post-chemioterapica è caratterizzata da
lesioni eczematidiche, eritemato-desquamative, non essudanti, localizzate prevalentemente
al volto (Fig. 1, 2) e alla
parte alta del tronco, talvolta agli arti superiori (Fig. 3).
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